Siamo ormai nel pieno della stagione estiva, il caldo si fa sentire, perdiamo più liquidi ma spesso non li reintegriamo adeguatamente e questo porta al manifestarsi di diversi fastidi come sensazione di spossatezza, pesantezza e gonfiore delle gambe, crampi, e nelle persone predisposte (ed in particolar modo nelle donne in età fertile) allo svilupparsi di infezioni del tratto genitourinario.

Oggi vorremmo parlarvi di un estratto vegetale utile per questo ultimo aspetto, e che si può rivelare un valido alleato per contrastare problematiche come quella della cistite che affligge moltissime persone, ed in particolare, come accennato, le donne in età fertile.
Sto parlando dell’uva ursina.

Il nome botanico è “Arctostaphilos uva ursi L.” ed è una pianta della famiglia delle Ericaceae, che cresce spontaneamente in tutta la macchia Mediterranea, e di cui, a scopo salutistico si usano le foglie.

Le preparazioni più utilizzate sono:
• estratto secco titolato in arbutina anidra min.10%;
• estratto fluido;
• tintura madre.

La principale proprietà dell’uva ursina

Il fitocomplesso della pianta, presenta come principali molecole attive il gruppo degli eterosidi fenolici, rappresentati soprattutto dall’arbutina e dalla metil-arbutina, oltre ad una alta percentuale (15-20%) di tannini, e di flavonoidi (in particolare glucosidi della quercetina e della miricetina).
La principale proprietà dell’uva ursina è quella di antisettico delle vie urinarie. Questo perché l’arbutina, principale molecola attiva del fitocomplesso, una volta ingerita, subisce una trasformazione metabolica in idrochinone, molecola dall’alto potere antisettico particolarmente attivo a pH basico, e quindi particolarmente utile nelle prime fasi dell’infezione urinaria quando il pH urinario viene alzato (diventando quindi basico) proprio dalla proliferazione dei batteri patogeni. È interessante notare come l’estratto risulti invece poco efficace nelle fasi finali quando il pH urinario ritorna a valori vicini all’acidità.

Esistono moltissimi studi che confermano l’efficacia dell’uva ursina nel trattamento della cistite, ma spesso queste evidenze scientifiche non incontrano la conferma di chi utilizza (sempre su consiglio del farmacista o del medico) nutraceutici che contengono tale estratto.

Come mai?

La risposta è presto data: come anticipato qualche riga fa, l’uva ursina agisce bene a pH alcalino, quando cioè l’infezione è già in corso. Se si assume questa sostanza per prevenire l’insorgenza di problematiche urinarie, o nelle fasi finali, potremmo non avere gli effetti desiderati perché il pH delle urine non è sufficientemente basico per “attivare” l’idrochinone.
Altro fattore che può limitare l’efficacia dell’uva ursina è l’associazione con elementi che acidificano le urine (uno su tutti il cranberry, anch’esso molto utile per contrastare l’insorgenza di problematiche del tratto urinario, ma che presenta un meccanismo d’azione che antagonizza con quello dell’uva ursina, risultando inefficace se assunto in concomitanza).

Per questo motivo è importante scegliere e farsi consigliare il nutraceutico di uva ursina giusto, formulato correttamente perché i componenti possano esplicare la loro attività.

Chiedi sempre al tuo farmacista!


Credits:
RECERCARE, Nutraceutical Science R&D